BENVENUTO IN MIA CASA

Entrate e lasciate un pò della felicità che recate

novembre 24, 2006 19:19
 
1)
tempi moderni
(ieri? oggi? domani?)
tempi di villaggio globale
omologato disinfettato
politicamente corretto
tempi di valori certi e immarcescibili
tolleranze sempre più pazienti sempre più conclamate
reti telematiche che stringono in un abbraccio geloso tutto il pianeta
altri pianeti attendono l'orma gloriosa di un piede umano
tempi di cristallo che mi riflettono come un altero dio della luce
automi sempre più sottili più veloci più sensitivi
sublime mente che sfida la morte il dolore il male il peccato
premio di mercato per le spericolate gare quotidiane
mille peana al minuto per cantare l'onnipotente primato dell'uomo
altissimi cori per intonare le "magnifiche sorti e progressive"
2)
tempi moderni
tempi della sconfinata arroganza dell'uomo
tempi di valori vecchi e nuovi per vecchi e nuovi altari sacrificali
tempi di crociate velenose travestite da missioni invasive
violenze sempre più raffinate che scoppiano sotto la rosea pelle dell'ipocrisia
gare interminabili per barattare la vita che diviene con sterili fantasmi virtuali
sordi di macelli amministrati dalle persone per bene che nell'industria di morte
si esaltano dall'alba al tramonto
armi sempre più biocide per guerre sempre più oscene
macchine sempre più sofisticate perchè ci facciamo protesi di noi stessi
roghi a catena per chi giuoca per chi ride per chi ama per chi è piccolo e nudo
schiene sempre più genuflesse infestate da nugoli di mosche cocchiere
orde di guru e di preti che si gingillano dialettando di natura e cultura
fitte schiere di maestri dalle cento morali che ci spingono nella trappola
dello scoppio demografico
striduli canti di estetiche laureate che soffocano il lamento agonico
lamento degli uomini poveri degli animali sgozzati
della foresta del mare
la peste umana che violenta l'atomo e tenta di sciamare verso le stelle
la logica e stolta tirannia dell'opinione pubblica che si ubriaca per soffocare la paura
l'intollerante viltà del senso comune che confonde compassione con tolleranza e pietà
la moltitudine gregaria prostrata per adorare la merda dorata degli incubi televisivi
un popolo di solitudini struggenti stordite dal festoso fragore
degli idoli di plastica indistruttibile
3)
tempi moderni
(ieri? oggi? domani?)
infido duetto di parole vuote
se la memoria chiama invano da un deserto di desolazione
se confondiamo la molteplicità del reale con squallidi orrori di una sola verità terminale
se inventiamo certezze dottrine galatei demoni e dei per scaramantizzare la morte
se non torniamo nel nostro mondo ferito dall'alienazione dei mostri metafisici
se non vogliamo fermare la stupida strage di tutti i viventi
se rinunciamo al piacere di vivere per programmare un suicidio impudico
se la nostra disperazione è muta impotente davanti allo schiamazzo di qualche narciso imbecille
se ci rifiutiamo di convivere scaldando in petto i pochi semi della nostra terrena speranza

Aldo Braibanti

Chissà quanti nasi di perbenisti, di bigotti, avrà fatto storcere il vitalizio accordato dal governo ad Aldo Braibanti, il poeta che fu condannato, alla fine degli anni '60, per plagio, a nove anni di carcere.
NOVE ANNI.
 Ai responsabili della strage del Vajont, quello stesso anno, furono dati dieci anni.
DIECI ANNI.
Un anno di carcere in più per aver provocato la morte di duemila persone.

La colpa di Braibanti? Aver avuto due amanti. Maschi e giovani, seppur maggiorenni.
Ma era un'altra Italia. Un'Italia nella quale uno dei due ragazzi fu fatto rinchiudere in manicomio dai genitori, per la colpa gravissima di esser stato "plagiato" dal poeta. Era un'altra Italia...


Era un'altra Italia?

Autore: Yuzak
Categoria: poesie
novembre 02, 2006 18:50

Arriverò vestito d'inverno
Arriverà la primavera
l'estate
l'autunno
e nuovamente l'inverno.

E noi saremo insieme
anno dopo anno
vita dopo vita.

Autore: Yuzak
Categoria: poesie
maggio 22, 2006 00:40

Ho già vissuto il mio futuro.
Ho già vissuto,
per un certo periodo di tempo,
nel mio passato,
quello che sarà il mio futuro.
Mi è decisamente piaciuto.

Adesso...
... "è come vivere a metà,
l'altra metà vive nel futuro.
Con te."

Quel futuro già vissuto.
Quel futuro già vissuto in passato.
Quel passato già vissuto.
Quel passato che tornerà in futuro.
In futuro.

Sarà il mio ritorno al futuro.

Autore: Yuzak
Categoria: poesie
maggio 17, 2006 00:15

Oggi va così.
Oggi
è una di quelle giornate in cui il pensiero è fisso.
Nè i bombardamenti esterni riescono a distogliere.

Il tuo cervello.

Oggi va così.
Oggi è una di quelle giornate in cui vorresti dire, tante cose.
Ma le parole sembran morire in gola.

Allora ti affidi a quelle che qualcun'altro pare aver scritto per te.

Sete di te m'incalza

Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.


Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.


Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.

Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.

(Pablo Neruda)

Autore: Yuzak
Categoria: poesie
maggio 16, 2006 20:21

D'allora innanzi dico che Amore segnoreggiò la mia anima, la qual fu a lui sí tosto disponsata, e cominciò a prendere sopra me tanta sicurtade e tanta signoria per la virtù che li dava la mia imaginazione, che mi convenìa fare tutti li suoi piaceri compiutamente. E' mi comandava molte volte ch' io cercasse per vedere questa angiola giovanissima, onde io ne la mia puerizia molte fiate l'andai cercando; e vedeala di sí nobili e laudabili portamenti, che certo di lei si potea dire quella parola del poeta Omero: Ella non parea figliuola d'uom mortale, ma di dio.

Dante Alighieri.

Per te...

Autore: Yuzak
Categoria: poesie
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Chi sono: Colui il quale ha deciso di aprire questo Blog, chi altri?
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