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BENVENUTO IN MIA CASA |
Ho la convinzione di avere le giuste informazioni.
Ho la sicurezza di sapere come comportarmi.
Ho la certezza di ciò che è giusto fare.
Perchè ho l'impressione di sbagliare continuamente allora? Forse la mia è solo semplice presunzione.
Ricordo ancora, dai tempi durante i quali frequentai le scuole medie superiori, una definizione che il mio professore di letteratura diede al poema di Dante Alighieri: La Divina Commedia.
Onestamente non sono in grado di assicurare che fù proprio lui a coniarla, o se si ispirò a qualcuno che prima di lui la utilizzò, comunque mi è tornata in mente questa notte, dopo avere ascoltato una canzone. Probabilmente fù lo stesso autore a definire così il suo più grande capolavoro. Comunque, a parte questa mia ignoranza da colmare presto, e per la quale mi cospargo il capo di cenere, per quello che voglio esprimere ora è irrilevante.
Didascalico/Allegorico.
Ci sono canzoni d'amore scritte, dai propri autori, con l'unico ed evidente intento di attirare verso gli scaffali il popolo italico, che tanto sembra attirato dalle stucchevolipatetichemelensetriteritrite parole utiizzate dai sedicenti cantautori di cui sopra.
La canzone in questione è un vero e proprio vademecum sull'amore.
La canzone in questione lo è utilizzando delle allegorie.
La canzone in questione è didascalica/allegorica.
Insieme
Insieme guardiamo lo stesso orizzonte
insieme magari ma stando di fronte
così ci impalliamo e si rompe l'incanto
sarebbe importante amarsi di fianco.
Avere il coraggio di lasciarsi una mano
che tanto con l'altra ci rassicuriamo
così se da un lato abbracciamo la vita
dall'altro stringiamo le dita.
Avevo due amici che parlavano appena
che per troppo rispetto si amavano di schiena
ognuno pensava che l'altro ridesse
e invece piangevano che pareva piovesse.
C'è gente che si ama divisa da un muro
o da dietro una porta per stare al sicuro
ma se la porta si apre, è successo anche a me,
puoi scoprire che l'altro non c'è.
(Daniele Silvestri)
Sin dall'infanzia ho sempre avuto una passione smodata per la musica. Ricordo le mattine d'estate, a casa da scuola, o le domeniche mattina, con mia mamma e le mie sorelle a cantare a squarciagola le canzoni di Battisti/Mogol (da quando è morto Lucio sembra che le canzoni le abbia cantate l'autore), non invidiatemi, non avete mai sentito mia madre cantare...
Ma vi parlo di quando ero proprio piccolino eh! Penserete voi: bambino+Battisti=La canzone del sole, avete fatto male i vostri calcoli. La mia canzone preferita era:
Io Vivrò (Senza Te)
Che non si muore per amore è una gran bella verità perciò dolcissimo mio amore ecco quello, quello che da domani mi accadrà Io vivrò senza te anche se ancora non so come io vivrò. Senza te, io senza te, solo continuerò, e dormirò, mi sveglierò, camminerò, lavorerò, qualche cosa farò, qualche cosa farò, sì, qualche cosa farò, qualche cosa di sicuro io farò: piangerò, sì, io piangerò. E se ritorni nella mente basta pensare che non ci sei che sto soffrendo inutilmente perchè so vivere solo io so che non tornerai Senza te, io senza te, solo continuerò, e dormirò, mi sveglierò, camminerò, lavorerò, qualche cosa farò, qualche cosa farlò, sì, qualche cosa farò qualche cosa di sicuro io farò: piangerò, sì, io piangerò. Io piangerò...
(Lucio Battisti)
E mi perdoni quello sciacallo di Mogol se non ho messo anche il suo nome, tra parentesi, alla fine del testo della canzone.
Non vi pare una canzone un pochetto troppo triste per un bambino di 5/6/massimo 7 anni? La canzone preferita di mia nipote è 24000 baci...
Crescendo il fenomeno è cresciuto con me, più divento grande (o vecchio), più la musica che ascolto diventa paranoica. Perchè?